INDICE DEI CONTENUTI:
Nan-in, un maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.
Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare.
Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. “E’ ricolma. Non ce n’entra più!”
“Come questa tazza”, disse Nan-In “tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”
Questa storia, tratta da “101 storie zen” (Adelphi), mi accompagna dall’epoca dell’università e mi ha sempre affascinato per la sua ricchezza di contenuto nella sua immediatezza e semplicità, motivo per cui ho deciso di aprire così il mio primo post dedicato alla mente.
Sarà capitato anche a te di avere quelle giornate in cui la testa “scoppia” tormentata da mille pensieri, da quei pensieri che si rincorrono sempre uguali, come un disco rotto, e che sembrano non lasciare scampo. Ma non solo! Nella nostra mente abitano anche opinioni, luoghi comuni, giudizi e pregiudizi che possono tradursi in tormenti, lamenti e preoccupazioni. E se lasciamo che siano loro a dettare il ritmo della nostra vita… corriamo il rischio di rimanere intrappolati e di non stare bene.
È certo che pensieri, opinioni e pregiudizi fanno parte di noi e ci aiutano a muoverci nel mondo, ma dobbiamo anche essere pronti a modificarli e a lasciare sempre un po’ di spazio perché possa affacciarsi qualcosa di nuovo, qualcosa che sparigli le carte in tavola e mantenga accesa la nostra curiosità e stupore.
E tu di che pensiero sei? O, meglio, di cosa è piena la tua tazza di tè?
- Rigida, critica e… autocritica? Tu sì che sai come si fanno le cose, chi sbaglia paga, bisogna ambire alla perfezione perché solo così tutto funziona e si ottiene ciò che si merita. Questo atteggiamento ti spinge a emettere sentenze e giudizi e a reagire in modo sempre uguale di fronte a persone e situazioni anche diverse, senza ottenere il risultato che speri. Così rimani delusa e amareggiata perché le tue aspettative restano disattese o ti senti in colpa per non aver raggiunto il traguardo prefisso.
Lascia entrare un po’ di morbidezza e impara a cedere… per non spezzarti. - Razionale e (troppo) riflessiva? Di fronte a una decisione da prendere spacchi il capello in quattro: pensi, ripensi, valuti pro e contro, fai confronti, ti chiedi cosa farebbero gli altri al posto tuo. E prima di decidere aspetti di avere tutte le informazioni necessarie e il controllo della situazione. Ma sei sicura che ogni evento meriti così tanta attenzione, e energia, da parte tua?
Impara ad ascoltare anche ciò che ti dice l’istinto, facendo spazio anche all’imprevisto. - Tormentata e indecisa? Di fronte a un problema ti senti fragile, insicura, ti lasci andare a mille ipotesi, immaginando tutti gli scenari possibili. Così ti affanni con domande, dubbi, chiarimenti e spiegazioni.Il rischio è sacrificare la spontaneità e la possibilità di fare esperienza.
E’ tempo di agire: vivi il presente e metti al centro te stessa.
I passi da compiere
- Riconosci tutto ciò che affolla la tua mente: pensieri, opinioni, luoghi comuni, giudizi e pregiudizi. Dagli un nome e guardali, senza timore.
- Scegli dove intervenire. Inizia modificando qualche atteggiamento mentale. Orienta lo sguardo, osserva, accogli il tuo pensiero. Poi… lascialo andare. E passa all’azione!
Lo spunto di riflessione
Ogni volta che la mente è affollata di pensieri e non trovi pace: crea! Cucina, dedicati alle piante, disegna o dipingi, costruisci piccoli gioielli, cuci: trova il tuo personalissimo modo di usare le mani e… perdere la testa! Non chiederti come sarà, ma fallo e basta.
Questo modo concreto di agire ti permette di trovare soluzioni a problemi che pensavi impossibili da risolvere e mantiene la mente libera e concentrata su ciò che conta davvero.
Prova e, se lo desideri, scrivimi per raccontarmi come sta andando questa tua esperienza.

